domenica 2 agosto 2026

70,000

Da un messe ad oggi ho ricevuto 10,000 visite o visualizzazioni di piú.  Per qualche ragione ci sono piú visitanti in questo blog.  Ringrazio Dio per tutti voi.  Grazie anche  te, chi mi leggi.


venerdì 19 giugno 2026

60,000

 Oggi ho raggiunto 60;000 vissualissazzioni.  Una volta ho scritto che questo era il mio grano di sabbia nel orologio della vita perche il tempo si avicine piû a Dio. Immagino adesso 60,000  granelli di sabbia, una piccola spiaggia dove le onde dal amore di Dio raggiungino te.  Ringrazio Dio per te e per lasciarmi raggiungere questo numero.  Vorrei salutare I vietnamiti che in questo ultimo giorni hanno visitare questo blog.  E a tutti voi,  grazie.  Dio ti benedica sempre.

giovedì 19 febbraio 2026

Ritorno



Siamo arrivati alla Quaresima

E ci spalmi la fronte con le ceneri

Per ricordarci che il nostro corpo è finito

E che un giorno torneremo alla polvere.


Inoltre la nostra anima è eterna

E quando faremo l'ultimo respiro

Ci incontreremo davanti a Te e nel nostro giudizio

Così non dobbiamo sprecare i nostri giorni.


È la Quaresima,

Ci chiedi di tornare al Padre

Che osserviamo la nostra anima, 

Atti, pensieri e parole.


E se c'è qualcosa che ci sta allontanando

Seguire le tue orme

Se abbiamo preso una strada 

dove non si vedono le tue impronte

Quindi è meglio

Cercarti e come dici

Tagliare la mano se è motivo di peccato

O toglierci l'occhio se questo fa lo stesso.


E no, non ci chiedi di essere mutilati.

Chiedi che, pentiti, ci allontaniamo

Di quelle occasioni che portano al peccato.


E tuttavia ci ami,

E speri che torniamo tra le Tue braccia,

E vai dietro di noi

Per Te stesso e ci riporti al gregge.


Una volta scrissi nella mia camera da letto:

"I've been found"... "Sono stata trovata."

E mi hai riportato al tuo gregge,

A seguire le tue tracce,

Dormire in grembo a te. 

Pentiti e credi nel Vangelo (Marzo 12, 2014)


 
"Pentiti e credi nel Vangelo," sono le parole pronunciate dal ministro dell'Eucaristia che ha continuato a posare una croce di cenere sulla mia fronte.  Io ascoltai e abbassai la fronte.  Sorrisi.  Perché?  Mi sono reso conto che mi era stata data l'opportunità di tornare al Padre Eterno, e se i miei passi si erano deviati, di riprendere il cammino con Gesù.  La cosa positiva di non essere perfetto è che c'è sempre spazio per correggere.  Come dice il sacerdote in visita questa domenica, siamo come piante che hanno bisogno di essere potate affinché possano crescere e dare nuovamente frutto.  La Quaresima fino a poco tempo fa, o quasi sempre, la vedo con un po' di paura, perché mi invita a vedermi allo specchio, a vedere quell'immagine in uno specchio pulito, a pulire lo specchio e togliermi gli ego, a riconoscere i miei difetti, a praticare l'umiltà. E anche se può diventare doloroso se vediamo che ci siamo allontanati dal cammino di Gesù, lo stesso Gesù viene incontro a noi e ci ricorda che ci ama, che se accettiamo la grazia della sua croce, quei piccoli o grandi difetti si cancellano davanti al suo cuore amorevole.   Certo che bisogna potare, toglierci tutto quel sonno che ci allontana dal Padre, lasciare che lo Spirito Santo agisca e vivere, in coscienza, la Quaresima con Gesù.  Se per mancanza di tempo o per problemi di salute non possiamo offrire qualche sacrificio di digiuno per accompagnare Gesù, possiamo sempre fare piccoli sacrifici di vita, come praticare la pazienza, o sorridere a chi è triste, fare quel "dovere" o lavoro che non ci piace e offrirlo tutto a Dio.  Dare amore, gioia, sostegno, e se siamo noi che siamo tristi, offrire questa tristezza al Signore.  È anche questo tempo quaresimale ideale per avvicinarci di più a Dio attraverso la preghiera, recitare il rosario ad esempio.  E aggiungere le nostre preghiere personali, stabilire una comunicazione con Dio, e soprattutto stabilire un rapporto con il nostro Padre Celeste, con Gesù e con lo Spirito Santo.  Leggeva una volta, che possiamo anche litigare con Lui, mostrargli i nostri perché, il nostro sentire, ma soprattutto ascoltare, lasciare che parli ai nostri cuori, e se ci fa piangere, piangere, che Lui si occuperà di asciugare le nostre lacrime.  E confidare, sempre confidare che nonostante le nostre colpe, la sua misericordia e il suo perdono sono sempre in attesa del nostro pentimento.  La passione di nostro Signore Gesù Cristo è questo, mostra dell'amore che con passione ha sofferto per noi, affinché i nostri peccati non ci tengano prigionieri nella colpa e diventiamo veramente liberi dalla fede nel suo sacrificio d'amore.

lunedì 16 febbraio 2026

Vengo con te a smontarlo - OMO



Si è spezzata l'oscurità

del tempio, la pietra ferita,

e un lutto di calce e ombre

si strinse alla collina.


Brama il vento negli ulivi,

l'alba tramonta nella cenere,

e un lamento di campane

affoga in lontananza.


Il sangue scende lentamente,

è un fiume che vacilla,

come se il mondo dubitasse

a lasciarlo senza vita.


Ma non abbiate dubbi: io ci sono stato.

Io ero il martello e la spina,

sono stata la mano che ha alzato il fulmine,

ero il colpo, ero la saliva.

Io ero la paura dei miei,

il tradimento di colui che fuggiva,

ero la schiena che non ha voluto

dargli una spalla nella sua agonia.


-Vengo con te a smontarlo,

Mamma mia, Dolorida,

ma come si fa a staccarlo

se sono stato io a fargli del male?


Se nelle mie mani ho il ferro

che ha aperto piaghe infinite,

se le mie labbra, come quelle,

negano anche la loro giustizia.


Vengo con te, ma il peso

delle mie colpe mi marcisce,

e anche se viene strappato dalla sua carne

chiodi e spine,

continuerò a portare dentro

la mano che lo affliggeva.


-Lasciami piangere, Maria,

Lascia che baci la sua ferita,

anche se tolgo i chiodi,

ero io che glieli portavo.


Lo avete tutti:

il più puro, il più ferito,

quello che portava sul suo volto

il fiore più rosso e più triste.


Volto affondato, bocca secca,

occhi pieni di binari

da dove escono le sue lacrime

come bambini infelici.


E il popolo, cieco e nudo,

sputa e tace, maledizione.

Oh, se sapessero chi è!

Oh, se sapessero...!


Ma è tardi. E tu, Madre,

con gli occhi straziati dal pianto,

con le mani vuote di carne,

con l'anima tesa tra le spine,

sei ancora forte, sei ancora madre, sei ancora sola.


E io, che gli ho messo il peso,

che ho spinto il legno,

che ho aperto con le mie colpe le sue crepe e piaghe,

devo andare anch'io,

devo inginocchiarmi dove cade la tua ombra,

devo essere l'ultimo a vederlo,

l'ultimo a toccare il suo sangue,

l'ultimo a lasciare la colpa

nella pietra che lo soffoca.


 Vengo con te a smontarlo,

per scioglierle le ferite,

di strapparlo con le mie mani

quello che hanno fatto le mie spine.

A scendere, Santa Madre,

e quando l'ho abbassata, essere ferita,

che la sua morte si inchioda in me

fino in fondo alla mia vita.

venerdì 16 gennaio 2026

Il Mio Gesù crocifisso

 Pochi minuti (2/4/2020) fa ho trovato sul "Facebook" una domanda che forse può metterci in disaccordo con i cristiani non cattolici.  Si poneva la domanda "Perché la chiesa cattolica mostra una croce con Cristo crocifisso?  Ho letto diversi commenti in cui viene attaccata la nostra fede.  In realtà, ho passato diversi anni a pormi la stessa domanda.  Vedere Gesù crocifisso mi faceva piangere, mi faceva ricordare quanto ha sofferto per causa mia, mi sentivo colpevole della sua crocifissione, e mi obbligava a ricordare i miei peccati.  Non ero abituato a osservarlo, per me era troppo.  Non comprendeva tanto amore, quell'amore che è capace di dare la vita per l'amato.  Sì, quell'essere amato da Gesù sei tu, sono io, tutti gli esseri umani.  Mi sentivo così indegna del suo amore divino e del suo sacrificio sulla croce.  Ma poco a poco, anche se mi fa ancora male vedere Gesù crocifisso, ho capito che quel crocifisso mostra il sacrificio più grande che qualcuno farà mai per me.  È un segno d'amore, ora, vederlo mi fa venire in mente che qualcuno, proprio il Figlio di Dio voleva venire al mondo a soffrire su una croce perché io potessi essere salvata, per avere l'opportunità di pentirmi dei miei peccati e iniziare una nuova vita, una vita in Cristo Gesù.  Mostrami l'amore anche di Dio Padre, è come se vedendo il crocifisso Gesù mi parlasse e dicesse: "Ti amo! , non lo capisci, ho dato la vita per te, perché tu sia felice, non ti schiavizzi al peccato, non scoraggiarti, che io non farei per te, se fossi capace di morire crocifisso per te!" Mi dà anche la possibilità di rinnovarmi, di "vederlo", di ritornare al suo gregge.  Sì, mio Gesù, è morto per me su una croce e poi il terzo giorno è risorto ed ora siede alla destra di Dio Padre.  Eppure, la corona che ha deciso di indossare: era una corona di spine. Questa è la mia testimonianza, non ho la risposta alla domanda del "Facebook", ma so che per quella croce oggi posso avere speranza non solo in questa vita, ma anche in quella che viene dopo la morte.  Se Gesù ha sofferto per me, anch'io posso soffrire e offrirlo a Dio Padre.  Sì, anch'io ho una croce da portare e spero che come Gesù è risorto, anch'io possa farlo per i meriti della sua gloriosa risurrezione alla fine dei tempi.  Vi lascio una citazione biblica dove san Paolo parla di Gesù crocifisso.



1 Corinzi 1:23-24 
23 ma noi annunciamo un Messia crocifisso. Questo è offensivo agli ebrei, e ai non ebrei sembra una sciocchezza; 24 ma per quelli che Dio ha chiamati, siano essi ebrei o greci, questo Messia è il potere e la sapienza di Dio



mercoledì 7 gennaio 2026

L'Alzata del Bambino Dio

 Abbiamo appena "sollevato" il Bambino Gesù. Cioè, abbiamo pregato il rosario mentre mia sorella lo sollevava dal suo lettino, lo vestiva con un bellissimo vestitino e cappello e lo faceva sedere sulla sua seggiolina. Di solito lo alleviamo il 19 marzo, giorno di San Giuseppe, perché era usanza di mio padre, ma abbiamo scelto oggi perché è il giorno dei Re Magi, l'Epifania del Signore. Alla fine abbiamo dato un bacio al Bambino Gesù e io ho cantato "I Re vengono dall'Oriente" Ecco il mio Bambino Gesù ora sollevato nel suo presepe.




giovedì 25 dicembre 2025

Buon Natale!

 


Che questo Natale faccia brillare la luce di Gesù nella tua vita e che la sua pace regne nel tuo cuore.

domenica 7 dicembre 2025

Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, 8 dicembre

 Già celebrata dal sec. XI, questa solennità si inserisce nel contesto dell’Avvento-Natale, congiungendo l’attesa messianica e il ritorno glorioso di Cristo con l’ammirata memoria della Madre.

In tal senso questo periodo liturgico deve essere considerato un tempo particolarmente adatto per il culto della Madre del Signore.
Maria è la tutta santa, immune da ogni macchia di peccato, dallo Spirito Santo quasi plasmata e resa nuova creatura. Già profeticamente adombrata nella promessa fatta ai progenitori della vittoria sul serpente, Maria è la Vergine che concepirà e partorirà un figlio il cui nome sarà Emmanuele.
 Il dogma dell’Immacolata Concezione fu proclamato da Pio IX nel 1854.

Solennità dell’Immacolata Concezione della beata Vergine Maria, che veramente piena di grazia e benedetta tra le donne, in vista della nascita e della morte salvifica del Figlio di Dio, fu sin dal primo momento della sua concezione, per singolare privilegio di Dio, preservata immune da ogni macchia della colpa originale, come solennemente definito da papa Pio IX, sulla base di una dottrina di antica tradizione, come dogma di fede, proprio nel giorno che oggi ricorre.
Non memoria di un Santo, ricorre oggi: ma la solennità più alta e più preziosa di Colei che dei Santi è chiamata Regina. L'Immacolata Concezione di Maria è stata proclamata nel 1854, dal Papa Pio IX.
Ma la storia della devozione per Maria Immacolata è molto più antica. Precede di secoli, anzi di millenni, la proclamazione del dogma che come sempre non ha introdotto una novità, ma ha semplicemente coronato una lunghissima tradizione. Già i Padri della Chiesa d'Oriente, nell'esaltare la Madre di Dio, avevano avuto espressioni che la ponevano al di sopra del peccato originale.
L'avevano chiamata: " Intemerata, incolpata, bellezza dell'innocenza, più pura degli Angioli, giglio purissimo, germe non- avvelenato, nube più splendida del sole, immacolata ".

In Occidente, però, la teoria dell'immacolatezza trovò una forte resistenza, non per avversione alla Madonna, che restava la più sublime delle creature, ma per mantenere salda la dottrina della Redenzione, operata soltanto in virtù del sacrificio di Gesù. Se Maria fosse stata immacolata, se cioè fosse stata concepita da Dio al di fuori della legge dei peccato

originale, comune a tutti i figli di Eva, ella non avrebbe avuto bisogno della Redenzione, e questa dunque non si poteva più dire universale. L'eccezione, in questo caso, non confermava la regola, ma la distruggeva. Il francescano Giovanni Duns, detto Scoto perché nativo della Scozia, e chiamato il " Dottor Sottile ", riuscì a superare questo scoglio dottrinale con una sottile ma convincente distinzione. Anche la Madonna era stata redenta da Gesù, ma con una Redenzione preventiva, prima e fuori del tempo. Ella fu preservata dal peccato originale in previsione dei meriti del suo figlio divino. Ciò conveniva, era possibile, e dunque fu fatto. Giovanni Duns Scoto morì sui primi del '300. Dopo di lui, la dottrina dell'Immacolata fece grandi progressi, e la sua devozione si diffuse sempre di più.


Dal 1476, la festa della Concezione di Maria venne introdotta nel Calendario romano. Sulle piazze d'Italia, predicatori celebri tessevano le lodi della Vergine immacolata: tra questi, San Leonardo da Porto Maurizio e San Bernardino da Siena, che con la sua voce arguta e commossa diceva ai Senesi: " Or mi di’ : che diremo noi del cognoscimento di Maria essendo ripiena di Spirito Santo, essendo nata senza alcun peccato, e così sempre mantenendosi netta e pura, servendo sempre a Dio? ".
Nel 1830, la Vergine apparve a Santa Caterina Labouré, la quale diffuse poi una " medaglia miracolosa " con l'immagine dell'Immacolata, cioè della " concepita senza peccato ". Questa medaglia suscitò un'intensa devozione, e molti Vescovi chiesero a Roma la definizione di quel dogma che ormai era nel cuore di quasi tutti i cristiani.
Così, l'8 dicembre 1854, Pio IX proclamava la " donna vestita di sole " esente dal peccato originale, tutta pura, cioè Immacolata. Fu un atto di grande fede e di estremo coraggio, che suscitò gioia tra i fedeli della Madonna, e indignazione tra i nemici del Cristianesimo, perché il dogma dell'Immacolata era una diretta smentita dei naturalisti e dei materialisti. Ma quattro anni dopo, le apparizioni di Lourdes apparvero una prodigiosa conferma del dogma che aveva proclamato la Vergine " tutta bella ", " piena di grazia " e priva di ogni macchia del peccato originale. Una conferma che sembrò un ringraziamento, per l'abbondanza di grazie che dal cuore dell'Immacolata piovvero sull'umanità. E dalla devozione per l'Immacolata ottenne immediata diffusione, in Italia, il nome femminile di Concetta, in Spagna quello di Concepción: un nome che ripete l'attributo più alto di Maria, " sine labe originali concepta ", cioè concepita senza macchia di peccato, e, perciò, Immacolata.

Fonte: Archivio Parrocchia)

lunedì 24 novembre 2025

Gesù Cristo - Re dell'Universo

 Questa domenica il sacerdote ci ha detto qualcosa che mi ha fatto pensare: ha detto che la nostra fede in Gesù Cristo non è personale, cioè dobbiamo portare la nostra fede agli altri e mettere sempre prima di tutto, come dice il primo comandamento: Amerai Dio sopra tutte le cose.  Ci ha dato l'esempio di San Thomas More, che è patrono dei politici.  San Thomas More aveva una posizione di rilievo nella corte inglese nel regno di Enrico VIII, ma quando il re si autoproclamò capo della Chiesa anglicana e si separò dalla chiesa cattolica, San Thomas More si dimise.  Esemismo anno è stato imprigionato e l'anno successivo è stato decapitato.  Il padre ci dice che per San Thomas More la sua fede non era personale.  Ci ha anche ricordato San Jose Sanches Del Rio, che è stato fucilato mentre gridava Viva Criso Rey! durante la guerra dei Cristeros in Messico, anche per lui la sua fede non era una questione personale.  Dobbiamo sempre proclamare che Cristo è il re delle nostre vite e portare questa fede agli altri, che il regno di Gesù non è di questo mondo, e nel suo regno ci ha già preparato un luogo dove non ci saranno più lacrime, dove Egli regna per i secoli dei secoli.

giovedì 20 novembre 2025

Esperienze vicine alla morte

  Confesso che mi piace guardare video di testimonianze di NDE (in inglese, "near death expericences) o tradotto "esperienze vicino alla morte".  Quello che più mi piace ascoltare è il comune denominatore che tutte hanno ed è la sensazione di sentirsi "abbracciati" da un amore divino, il senso di sentirsi amati per sopra tutte le cose.  Due giorni fa ne ho visto uno che mi ha colpito.  In questo la donna che dava la testimonianza raccontava come lo stesso Gesù le ha detto che tutti siamo "eletti", ma non tutti rispondiamo a quella chiamata, anche se Dio è sempre costantemente chiamandoci.  Mi è piaciuto anche sentire come un piccolo atto di gentilezza può cambiare la vita di qualcuno, e non solo quella persona ma ha effetti al di là di quello che pensiamo.  Anche una cosa che mi è piaciuta sentire è come tutti noi abbiamo uno scopo in questa vita.  Niente che io non sapessi, ma è sempre bello sentirlo, soprattutto se si suppone che venga dalle labbra di Gesù.  E mi sono messo a pensare che ci sono anche tante rivelazioni personali ai santi dalle quali possiamo imparare dell'amore di Dio e di come dobbiamo vivere questo proposito di vita.  Leggere la vita dei santi è un buon esempio per la nostra vita, perché ci mostrano che è possibile seguire Gesù in questa vita.  Mi ha fatto ricordare le parole che Dio ci ha trasmesso attraverso Geremia: "Ti ho amato con un amore eterno".  E anche "perché io so i piani che ho per te, piani per darti speranza e un futuro", queste ultime parole le tradussi da quello che ricordo del testo in inglese.  Ma vedi tutto quell'amore di Dio che sentono quelli che muoiono e tornano indietro, ce lo ha già rivelato Dio nella sua parola.  Non siamo mai soli, Dio ci ama e per questo ha mandato Gesù a darci la speranza di un futuro migliore, purché accettiamo Gesù come nostro salvatore.  Dio ci ama molto più di tutte le nostre colpe, non giudica, noi stessi siamo quelli che si allontanano da Lui. Ritorniamo a Lui, a Gesù con l'aiuto dello Spirito Santo perché già la Bibbia lo dice "tutto posso in Cristo, che mi rafforza.

lunedì 17 novembre 2025

Preghiera per la Pace

 



Signore, ti chiediamo di illuminare le persone responsabili della risoluzione dei conflitti tra nazioni e gruppi sociali, affinché usino mezzi che non causano distruzione e morte. Rafforza coloro che combattono affinché rispettino i civili e non si distruggano psicologicamente. Accompagna coloro che combattono, incoraggiali nelle loro frustrazioni, sostenili nel loro dolore e rendili sensibili di fronte agli amici e ai nemici. Aiuta coloro che assistono i feriti, affinché portino conforto ai feriti e la tua pace ai moribondi. Conforta e mostra la tua provvidenza ai bambini rimasti orfani e alle donne vedove. Esorta tutti i giovani, adulti e bambini a collaborare affinché regni la pace. Amen.


  La frase precedente l'ho presa da "La Biblia Católica para Jóvenes".

La fine dei tempi


 L'uomo è sempre stato affascinato dalla fine del mondo.  Questa domenica il sacerdote ci ha detto qualcosa che, devo confessarlo, ho dovuto leggere due volte il Vangelo per verificare quello che diceva.  In primo luogo ci ha avvertito che verranno falsi profeti, dicendo che sono Gesù, ma non dobbiamo credergli.  E secondo, che è quello che ho dovuto rileggere nel Vangelo, che ci saranno disastri naturali e conflitti politici, ma come ha detto Gesù, questa non è la fine.  Ci ha anche detto che nessuno sa il giorno o l'ora, e questo è nella Bibbia pure.  Sulla distruzione del tempio e la persecuzione degli apostoli, ci ha detto questo che li aveva detti anche a tutti i martiri che sono morti per causa di Cristo.  E anche tutti i cristiani che sono perseguitati a causa della loro fede in questi tempi.  E come disse Gesù, il tempio fu distrutto dai Romani nel 70 d.C., ed è rimasto solo quello che ora conosciamo come il muro dei lamenti.


Quindi, non dobbiamo supporre che viviamo alla fine dei tempi, ma se dobbiamo essere preparati per il nostro giudizio alla fine dei nostri giorni, perché questo è certo che arriverà.  Cerchiamo di vivere le beatitudini, confesamoci il più spesso possibile e riceviamo i sacramenti, leggiamo le scritture, preghiamo, siamo misericordiosi e così saremo sempre preparati per la fine della nostra vita e a noi stessi per la fine del mondo.

martedì 21 ottobre 2025

Il Corpo di Cristo per Sue Werner




 Prima che la terra fosse creata,


Ti conosceva per nome


Avevi uno scopo speciale,


Per te è venuto...


Sapendo che saresti inciampato,


Il peccato non definisce,


L'unicità del tuo scopo, 


Così sussurra


 "Tu sei mio."

venerdì 1 agosto 2025

Preghiera di Liberazione

 O Signore tu sei grande, tu sei Dio, tu sei Padre, noi ti preghiamo per 

l'intercessione e con l'aiuto degli arcangeli Michele, Gabriele, Raffaele,
affinchè i nostri fratelli e sorelle siano liberati dal maligno che li ha resi schiavi.

O Santi tutti venite in nostro aiuto.
Dall'angoscia, dalla tristezza, dalle ossessioni.
Noi ti preghiamo. Liberaci o Signore!
Dall'odio, dalla fornicazione, dall'invidia.
Noi ti preghiamo. Liberaci o Signore! 
Dai pensieri di gelosia, di rabbia, di morte.
Noi ti preghiamo. Liberaci o Signore!
Da ogni pensiero di suicidio e aborto.
Noi ti preghiamo. Liberaci o Signore!
Da ogni forma di sessualità cattiva.
Noi ti preghiamo. Liberaci o Signore!

Dalla divisione di famiglia, 

da ogni amicizia cattiva.

Noi ti preghiamo. Liberaci o Signore!
Da ogni forma di malefizio, di fattura,

di stregoneria e da qualsiasi male occulto.
Noi ti preghiamo. Liberaci o Signore!

O Signore che hai detto: "Vi lascio la pace, vi do la mia pace",

per l'intercessione della Vergine Maria,

concedici di essere liberati da ogni maledizione

e di godere sempre della tua pace.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.

mercoledì 23 luglio 2025

L'elefante incatenato -

 Quando ero piccolo adoravo il circo, ero attirato in particolar modo dall'elefante che, come scoprii più tardi, era l'animale preferito di tanti altri bambini.


Durante lo spettacolo faceva sfoggio di un peso, una dimensione e una forza davvero fuori dal comune... ma dopo il suo numero, e fino ad un momento prima di entrare in scena, l'elefante era sempre legato ad un paletto conficcato nel suolo, con una catena che gli imprigionava una delle zampe. Eppure il paletto era un minuscolo pezzo di legno piantato nel terreno soltanto per pochi centimetri. e anche se la catena era grossa mi pareva ovvio che un animale del genere potesse liberarsi facilmente di quel paletto e fuggire.

Che cosa lo teneva legato?

Chiesi in giro a tutte le persone che incontravo di risolvere il mistero dell'elefante; qualcuno mi disse che l'elefante non scappava perché era ammaestrato... allora posi la domanda ovvia: "se è ammaestrato, perché lo incatenano?". 

Non ricordo di aver ricevuto nessuna risposta coerente.

Con il passare del tempo dimenticai il mistero dell'elefante e del paletto. 

Per mia fortuna qualche anno fa ho scoperto che qualcuno era stato tanto saggio da trovare la risposta: l'elefante del circo non scappa perché è stato legato a un paletto simile fin da quando era molto, molto piccolo.

Chiusi gli occhi e immaginai l'elefantino indifeso appena nato, legato ad un paletto che provava a spingere, tirare e sudava nel tentativo di liberarsi, ma nonostante gli sforzi non ci riusciva perché quel paletto era troppo saldo per lui, così dopo vari tentativi un giorno si rassegnò alla propria impotenza. L'elefante enorme e possente che vediamo al circo non scappa perché crede di non poterlo fare: sulla sua pelle è impresso il ricordo dell'impotenza sperimentata e non è mai più ritornato a provare... non ha mai più messo alla prova di nuovo la sua forza... mai più!

A volte viviamo anche noi come l'elefante pensando che non possiamo fare un sacco di cose semplicemente perché una volta, un po' di tempo fa ci avevamo provato ed avevamo fallito, ed allora sulla pelle abbiamo inciso "non posso, non posso e non potrò mai".

L'unico modo per sapere se puoi farcela è provare di nuovo mettendoci tutto il cuore... tutto il tuo cuore!"

- Jorge Bucay - 
 da: "Déjame que te cuente" di Jorge Bucay - Ed. RBA

martedì 1 luglio 2025

Santi Pietro e Paolo

 Questa domenica si è celebrata la messa dei Santi Pietro e Paolo.  Il sacerdote ci ha detto che nonostante fossero molto diversi, Gesù li scelse per essere i primi missionari della chiesa.  San Pietro era un pescatore, e nonostante fosse stato con Gesù a proclamare il Regno di Dio, Pietro negò Gesù tre volte.  Tuttavia fu Pietro che, mosso da Dio Padre, riconobbe che Gesù era il Messia, il Figlio di Dio.  Fu a lui che Gesù disse che su di lui avrebbe edificato la sua chiesa.  È stato Pietro che ha guidato la chiesa primitiva ed ha evangelizzato le prime comunità.  Paolo era uno studioso, esperto nelle sacre scritture e un avido persecutore dei cristiani.  Tuttavia Gesù lo sceglie per essere l'evangelizzatore dei pagani, delle prime comunità cristiane.  Paolo, prima di essere chiamato Paolo, si chiamava Saulo.  Ma in un viaggio caduto,, non ricordo bene l'animale che lo trasportava, una luce intensa lo acceca e ascolta "Saulo, Saulo, perché mi segui?" , chiedi chi gli parla e ascolta "Io sono Gesù che tu insegui".  Da allora Paolo si converte al cristianesimo e comincia a predicare il vangelo, già con la Vista recuperata.  Entrambi muoiono per predicare la verità.  San Pietro muore crocifisso a testa in giù e San Paolo è decapitato.  Ci dice il sacerdote che essi ci mostrano come siamo tutti chiamati ad essere missionari, non importa da dove veniamo, né dove siamo.  Dicono che Dio non sceglie i preparati, prepara quelli che sceglie, non importa come ti trovi in questo momento.  Ha una missione per te.  L'altro giorno stavo ascoltando un sacerdote che consigliava a un signore di integrarsi con gli adoratori notturni.  Il Signore ascoltò il suo consiglio e la sua vita cambiò, prese senso.  Su col morale, nella chiesa ci sono infiniti gruppi a cui puoi partecipare.  Vedrai come Dio ti rafforza e sarai più felice.  Io sono stato in diversi gruppi, il coro, e attualmente proclamo la Parola di Dio nella messa (Leggo le letture).  E Dio mi ha offerto la sua Amicizia e mi sostiene quando penso che non posso più andare avanti.  Egli è sempre stato con te, incoraggia ad essere missionario dell'amore di Dio, vero che non ti pentirai.  Perché lo dico già san Paolo "Guai a me se non annuncio il Vangelo."

venerdì 20 giugno 2025

il Miracolo

Questa è la storia vera di una bambina di otto anni che sapeva che l'amore può fare meraviglie. Il suo fratellino era destinato a morire per un tumore al cervello. I suoi genitori erano poveri, ma avevano fatto di tutto per salvarlo, spendendo tutti i loro risparmi.

Una sera, il papà disse alla mamma in lacrime: "Non ce la facciamo più, cara. Credo sia finita. Solo un miracolo potrebbe salvarlo".


La piccola, con il fiato sospeso, in un angolo della stanza aveva sentito.


Corse nella sua stanza, ruppe il salvadanaio e, senza far rumore, si diresse alla farmacia più vicina. Attese pazientemente il suo turno. Si avvicinò al bancone, si alzò sulla punta dei piedi e, davanti al farmacista meravigliato, posò sul banco tutte le monete.

"Per cos'è? Che cosa vuoi piccola?".


"È per il mio fratellino, signor farmacista. È molto malato e io sono venuta a comprare un miracolo".

"Che cosa dici?" borbottò il farmacista.


"Si chiama Andrea, e ha una cosa che gli cresce dentro la testa, e papà ha detto alla mamma che è finita, non c'è più niente da fare e che ci vorrebbe un miracolo per salvarlo. Vede, io voglio tanto bene al mio fratellino, per questo ho preso tutti i miei soldi e sono venuta a comperare un miracolo".

Il farmacista accennò un sorriso triste.

"Piccola mia, noi qui non vendiamo miracoli".


"Ma se non bastano questi soldi posso darmi da fare per trovarne ancora. Quanto costa un miracolo?".


C'era nella farmacia un uomo alto ed elegante, dall'aria molto seria, che sembrava interessato alla strana conversazione.


Il farmacista allargò le braccia mortificato. La bambina, con le lacrime agli occhi, cominciò a recuperare le sue monetine. L'uomo si avvicinò a lei.

"Perché piangi, piccola? Che cosa ti succede?".


"Il signor farmacista non vuole vendermi un miracolo e neanche dirmi quanto costa…. È per il mio fratellino Andrea che è molto malato. Mamma dice che ci vorrebbe un'operazione, ma papà dice che costa troppo e non possiamo pagare e che ci vorrebbe un miracolo per salvarlo. Per questo ho portato tutto quello che ho".

"Quanto hai?".


"Un dollaro e undici centesimi…. Ma, sapete…." Aggiunse con un filo di voce, "posso trovare ancora qualcosa….".


L'uomo sorrise "Guarda, non credo sia necessario. Un dollaro e undici centesimi è esattamente il prezzo di un miracolo per il tuo fratellino!". Con una mano raccolse la piccola somma e con l'altra prese dolcemente la manina della bambina.


"Portami a casa tua, piccola. Voglio vedere il tuo fratellino e anche il tuo papà e la tua mamma e vedere con loro se possiamo trovare il piccolo miracolo di cui avete bisogno".


Il signore alto ed elegante e la bambina uscirono tenendosi per mano.


Quell'uomo era il professor Carlton Armstrong, uno dei più grandi neurochirurghi del mondo. Operò il piccolo Andrea, che potè tornare a casa qualche settimana dopo completamente guarito.


"Questa operazione" mormorò la mamma "è un vero miracolo. Mi chiedo quanto sia costata…".


La sorellina sorrise senza dire niente. Lei sapeva quanto era costato il miracolo: un dollaro e undici centesimi…. più, naturalmente l'amore e la fede di una bambina.


Se aveste almeno una fede piccola come un granello di senape, potreste dire a questo monte: "Spostati da qui a là e il monte si sposterà". Niente sarà impossibile per voi (Vangelo di Matteo 17,20).


- don Bruno Ferrero - 


dal libro: C'è ancora qualcuno che danza - edizioni Elledici

domenica 8 giugno 2025

Domenica di Pentecoste

 Oggi abbiamo celebrato il arrivo del Spirito Santo nella mia chiesa.   Come altri anni c'è stata una celebrazione dopo la messa.  Nel salone della chiessa avevano cibi di diverse paesi ed anche bandiere di tutto il mondo.  Quando sono arrivata una donna cantava una canzone di Pentecoste.  Ho prendito alimenti credo di Honduras e ho trovato una sieda e mi ho seduto.  Dopo la cantante c'erano i "matachines" cioè danzanti che ballano per la Vergine di Guadalupe.  Mi ho emozionata ed ho pianto un po, ero comossa perché indosavano i vestiti che indosavano i matachines del mio piccolo paese, ed facevano musica con i suoi vestiti.  Dopo loro hanno danzato Flamenco, una danza di Spagna.  Mi ha piaciuto il movemento dei suoi mani e di suoi piedi.  Dopo la danza azteca.  I danzanti indosavano come i nativi di Messico precolombino con penne sopra la sua testa.  Non gli ho visto molto perché io avevo di ritornare a casa.  Anche era il mio turno di proclamare la prima lettura dove si conta come il Spirito Santo ha venuto come lingue di fuoco sopra gli apostoli e como hanno cominciato a parlare in diverse lingue.  È accaduto anche alla mia chiessa.  Bene, la seconda lettura fu letta in dialetto Che, un dialetto di Guatemala.  Io ho letto in Spagnolo.  

venerdì 23 maggio 2025

Non Aver Paura

 Gesù: “Anima peccatrice, non aver paura del tuo Salvatore. Io per primo Mi avvicino a te, poiché so che tu da sola non sei capace di innalzarti fino a Me.