Friday, December 15, 2017

Veni Veni Emmanuel

L'Avvento di Maria



Mi ho domandato come visse Maria il suo Avvento.  E come scrivendo penso migliore, ho cominciato a scrivere qui.  María ebbe fiducia e più che fiducia fede nelle parole che gli comunicò l'angelo e che venivano da Dio. Ella credè che sarebbe madre dell'Emmanuele, del Dio con noi, credè ed offrì il suo consenso che cambiò la rotta della storia. Cosicché per aspettare Gesù, per aspettare il Natale, dobbiamo innanzitutto credere che Dio si fece uomo. E dobbiamo avere nonostante tutto fiducia in Dio, María si fido di Dio nonostante quello che il suo "Si" implicava, non fermo a pensare cosa può accadere, si fido de Dio e disse "Si" alla volontà del Signore. Maria, la Vergine Maria, non fu passiva, nonostante la sua gravidanza andò a visitare a sua cugina Elisabetta, ad aiutarla. E fu capace di trasmettere il suo godimento a San Giovanni nel grembo di Elisabetta.  Ugualmente noi non dobbiamo rimanerci immobili davanti alla venuta di Gesù, dobbiamo trasmettere la nostra allegria cristiana agli altri, portare a Gesù a chi ha bisogno di lui, offrire aiuto, consolazione, consiglio, allegria. Sembra che la Bibbia non ci parli molto di Maria, ma l'angelo la chiamò "piena" sei di grazia", chissà noi non raggiungeremo il livello di grazia di Maria che fu concepita senza peccato originale, ma ugualmente dobbiamo aspirare ad un stato di grazia per ricevere a Gesù questo Natale. Il colore violetto che vediamo nelle chiese questa stagione di Avvento è un segno di penitenza. E molti parrocchiani oltre ai sacerdoti normalmente portano abbigliamenti di questo colore alla messa. Facciamo dunque penitenza dei nostri peccati, avviciniamo al sacramento della riconciliazione, prepariamoci ricevere degnamente a Gesù questo Natale e celebrare la sua nascita con fede rinnovata, allegria ed accettando la volontà di Dio che in questa epoca è quella che Gesù nasca e rimanga nei nostri cuori, non soltanto nel Natale, ma durante la nostra vita.

Wednesday, December 13, 2017

Il Pastore di Israele

Dio onnipotente ed immortale!
Tu sei la fonte di tutta consolazione
E fonte di nostra salvazione.
Tu hai salvato il tuo popolo del deserto,
Gli hai raggruppati come come agnelli nel Tuo petto,
Gli hai alimentati con la cura di una madre.
Livella al basso dentro noi tutto lo che il peccato ha elevato:
Prendi le strade storte di nostri cuori e facci camminare dritto.
I nostri cuori pentiti possano rivolgersi a Lei e,
All'arrivo del Tuo Figlio, 
Possano essere trovati ansiosi per dargli il benvenuto.
Così che, in celebrazione gioiosa,
Il tuo popolo eletto pùo dire:
Ecco il Tuo Dio!
In Cristo, nostro Signore.
Amen.


Traduzione di Poema trovato nel bolletino domenicale della chiesa dove sono andata a messa.


Monday, December 4, 2017

L'Avvento





L'avvento è attesa.  L'avvento è speranza.  Allegrate! è quello che grida il banditore di questo tempo.  Allegrate anche nella carestia, nella essiccazione, nella angoscia.  Allegrate nella speranza del amore che vince, del amore che ha vinto, del amore che vincerà.  


Dice Isidoro de Sevilla: "La parola speranza si chiama cosi perché è come il piede per camminare, come se dicessimo:  è piede.  Il suo contrario è la disperazione, perché dove non ci sono piedi non c'è nessuna possibilità per camminare.

Camminate quelli che si fidono del Signore.  Camminate col cuore sveglio, in attesa del Emmanuele che fu annunciato per l'angelo a Maria,la, in Nazaret.  Una attesa che è diversa a altre, una attesa che è allegra, gioiosa, attiva, fatta camminando, in movimento e con la fiducia riposta in Lui, che è infinito e ricco in misericordia.

Allegrate! grida il banditore, con semplicità, diciamo con lui:  Veni, Emmanuele, Veni Signore Gesù. Maranatha.


Tradotto da Pregón de Adviento

Sunday, November 26, 2017

Numeri 6:24-26


Oggi il prete ci ha dato questa benedizione alla fine della messa.

Monday, November 6, 2017

Lasciami Amarti





Mio Gesù

Ci sono volte quando penso alla tua agonia
E sono testimone del tuo amore divino
Ci sono volte che volesse non essere io
Ed imitando il tuo amore amarti con la mia vita.

Ma mi limitano quelli miei affanni
Ma mi limitano quelli miei errori
E so il peccato mi allontana da te
Ma la tua misericordia più mi avvicina a Te.

Santo sia il Tuo Nome e sia lodato,
Gesù, amore di amori,
Re di re
Ed io possa lodarti, semplice, umana.

Lasciami amarti più dello che è possibile,
Lasciami che ti segua, ben amato,
Che con la tua luce si illuminino i miei giorni
Ed arrivata la notte trovi in Te, la mia vita.


Gia avevo scritto questo poema in spagnolo, anni fa, mi sembra questo sarebbe il mio ideale, arrivare alla fine del giorno della mia vita, e incontrarmi con Lui, Gesù. Credo é il sogno di ogni cristiano.

Monday, October 30, 2017

Discorso 19: 2-3

Perché Dio perdoni, tu riconosci e punisci il tuo peccato.
2. La mia colpa, dice, io la riconosco. Se io la riconosco, tu perdona. Cerchiamo di viver bene, ma, pur vivendo bene, non possiamo avere la presunzione di essere senza peccato. Per quanto una vita possa esser degna di lode, si ha sempre bisogno di chiedere perdono. Gli uomini senza speranza quanto meno badano ai propri peccati, tanto più ficcano il naso su quelli degli altri; e li indagano non per correggerli, ma per criticarli. E dato che non possono scusare se stessi, son sempre pronti ad accusare gli altri. Costui invece, dicendo: Poiché la mia colpa io la riconosco e il mio peccato mi sta sempre dinanzi, ci ha mostrato un esempio ben diverso di pregare e di dar soddisfazione a Dio. Egli non ha badato ai peccati altrui. Citava in giudizio se stesso, e non si accarezzava la pelle, ma si scavava dentro e penetrava in se stesso in profondità. Non perdonava a se stesso e perciò non era presunzione se pregava che gli venisse perdonato. Perché il peccato, o fratelli, non può restare impunito. Se il peccato restasse impunito, sarebbe un'ingiustizia: perciò senza dubbio deve essere punito. Questo ti dice il tuo Dio: "Il peccato deve essere punito o da te, oppure da me". Il peccato perciò viene punito o dall'uomo quando si pente, oppure da Dio quando giudica. Viene perciò punito o da te senza di te, oppure da Dio insieme a te. Che cos'è infatti la penitenza se non l'ira contro se stesso? Chi si pente, si adira con se stesso. E lo stesso battersi il petto, se si fa sinceramente, da che cosa proviene? Perché ti batti, se non sei adirato? Quando perciò ti batti il petto, è perché sei adirato col tuo cuore e vuoi dar soddisfazione al tuo Signore. E potrebbe essere interpretato anche in questo senso il passo della Scrittura: Adiratevi e non vogliate peccare. Adirati perché hai peccato e, punendo te stesso, non voler più peccare. Risuscita il cuore con la penitenza e questo sarà il sacrificio al Signore.
Il cuore contrito ed umiliato è il sacrificio che placa Dio.
3. Vuoi metterti in pace con Dio? Impara quel che devi fare con te stesso, perché Dio si metta in pace con te. Osserva cosa si legge nel medesimo salmo: Perché se tu avessi gradito il sacrificio, l'avrei offerto volentieri; ma tu non accetti olocausti. E allora non hai un sacrificio da offrire? Non potrai offrir nulla, non potrai placare Dio con nessuna offerta? Che cosa hai detto? Se tu avessi gradito il sacrificio, l'avrei offerto volentieri; ma tu non accetti olocausti. Continua, ascolta, ripeti: Uno spirito contrito è sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato Dio non lo disprezza. Rifiutato ciò che tu volevi offrire, ecco ora che cosa puoi offrire. Tu volevi offrire le tradizionali vittime di pecore; questi eran chiamati sacrifici. Se avessi gradito il sacrificio, l'avrei offerto volentieri. Ma tu queste cose non le accetti, e tuttavia un sacrificio lo vuoi. E il tuo popolo ti chiede: "Che cosa potrò offrire, non potendo più offrire quello che offrivo prima?". Perché è sempre lo stesso popolo: alcuni muoiono, altri nascono, ma è sempre lo stesso popolo. Son mutati i sacramenti, ma non la fede. Son mutati i segni coi quali veniva significato qualcosa, ma non la cosa che veniva significata. In luogo di Cristo l'ariete, in luogo di Cristo l'agnello, in luogo di Cristo il vitello, in luogo di Cristo il caprone, ma è sempre il Cristo. L'ariete, perché va avanti al gregge: esso fu trovato tra gli spini, quando al padre Abramo fu ordinato, sì, di risparmiare il figlio, ma di non andarsene senza aver offerto un sacrificio. E Isacco era il Cristo, e l'ariete era il Cristo. Isacco portava la legna per sé  Cristo si era caricato il peso della propria croce. In luogo di Isacco ci fu l'ariete; ma non fu Cristo in luogo di Cristo. Ma Cristo fu sia in Isacco che nell'ariete. L'ariete era impigliato con le corna tra gli spini; chiedi un po' ai giudei con che cosa abbiano coronato il Signore. Cristo è l'agnello: Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie i peccati del mondo. Egli è il toro: pensa ai corni della croce. Egli è il capro per la somiglianza della carne del peccato. Tutte queste cose sono come velate fino a che non salga il giorno e si dissolvano le ombre. Perciò in questo medesimo Cristo Signore, non solo in quanto Verbo, ma anche in quanto mediatore fra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù, credettero anche gli antichi padri e questa medesima fede, predicando e profetando, trasmisero a noi. È per questo che l'Apostolo dice: Animati dallo stesso spirito di fede per il quale è stato scritto: Ho creduto e per questo ho parlato... Siamo animati da quello stesso spirito che ebbero coloro che scrissero: Ho creduto e per questo ho parlato. Perciò avendo noi lo stesso spirito di fede, dice, per il quale è stato scritto dagli antichi: Ho creduto e per questo ho parlato, noi pure crediamo e per questo parliamo . Quando, dunque il santo Davide diceva: Perché se tu avessi gradito il sacrificio, l'avrei offerto volentieri; ma tu non accetti olocausti, a quel tempo si offrivano a Dio quei sacrifici che adesso non si offrono più. Perciò così cantando, profetava, trascendeva il presente e prevedeva il futuro. Ma tu, dice, non accetti olocausti. E allora, dato che non accetti olocausti, dovrai restare senza sacrificio? Questo no. Uno spirito contrito è sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato Dio non lo disprezza. Ecco dunque che hai che cosa offrire. Non girare lo sguardo in cerca del gregge, non preparare navigli per recarti in lontane regioni onde apportarne aromi. Cerca dentro al tuo cuore cosa ci può essere di gradito a Dio. È il cuore che si deve spezzare. Temi forse che, spezzato, abbia a perire? Ma nello stesso salmo trovi: Crea in me, o Dio, un cuore puro. Affinché dunque possa esser creato un cuore puro, bisogna che venga spezzato quello impuro.